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Monte San Giacomo
 
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MONTE SAN GIACOMO

Il nome Monte San Giacomo fa riferimento al culto che nel territorio veniva e viene reso all’apostolo Giacomo. Con Decreto Regio del 14 dicembre 1862 il Comune di San Giacomo
( Principato Citra ), in conformità della deliberazione del Consiglio Comunale ( 5 ottobre 1862 ) assunse la denominazione di Monte San Giacomo. “Il Comune di Diano”, ora Teggiano, con quelli di San Rufo, San Giacomo, Sant’Arsenio e Sassano, formò fino al 1810 il così detto Stato di Diano […] Sul suo territorio dichiarato di natura comune, ossia demanio universale, spettavano ai cittadini delle predette università uguali diritti […]. ( L. Cassese, Scritti di storia Meridionale ). In seguito il prevalere degli interessi delle Università su quelli dello Stato, causò litigi e risse sanguinose tra queste ed i feudatari. Nel 1810, la Commissione Suprema Feudale dettò il metodo di procedimento nello scioglimento dello Stato stabilendo i confini dei Comuni di Teggiano, S. Giacomo, Sassano, S. Rufo, S. Arsenio. Nel 1933, in pieno regime fascista, si registrarono dei moti popolari contro i soprusi delle Autorità locali con tre morti e vari feriti. Recentemente sul territorio di Monte San Giacomo sono stati rinvenuti dei siti preistorici ed il materiale ritrovato non è stato completamente repertato. Di notevole interesse storico-artistico una fontana nel centro storico del paese dove le donne, prima della costruzione dell’acquedotto, andavano ad attingere l’acqua col barile e Palazzo Marone donato dagli eredi al Comune, sede della biblioteca comunale, di mostre, di sala convegni destinata nei mesi invernali al teatro amatoriale. Oltre la chiesa parrocchiale è sede di altre sei chiese: S. Antonio, Sant’Anna, San Gaetano, San Nicola, S. Maria di Loreto, Madonna dei Cerri ( in montagna ). Tre edicole, situate ai confini del paese ( ristrutturate e forse modificate di recente ) salutavano i contadini ed i pastori che nottetempo si recavano al lavoro nei campi e al pascolo degli animali. I loro nomi sono rimasti nella tradizione locale: Sant’Anna Vecchia, San Giuseppe e le Anime del Purgatorio. Una Via Crucis di notevole fattura, anche questa recentemente rifatta da un ceramista del territorio, si snoda nella salita che dalla chiesa di S. Antonio porta a quella di Sant’Anna. Fuori del paese e su strade, quasi tutte percorribili in auto, si possono fare passeggiate salutari ed in un ambiente sano e rigoglioso per la presenza di ricca vegetazione: fino alla “Civita” per ammirare il Vallo di Diano, agli “Sgarroni” ( Scarrùni ) per sentire il gorgogliare delle acque del fiume Zia Francesca, a Santa Maria di Loreto per fissare lo sguardo sul paese o sulle rocce dei “monacelli” ( munacieddi ) di antica tradizione, alla Madonna dei Cerri ( Cierri ), la cui festa ricorre il martedì dopo la pentecoste, al Cervati ( 1898 m s/l m ) per godere di una natura incontaminata e della vista del Golfo di Salerno e di quello di Policastro. In autunno, se in possesso dell’autorizzazione rilasciata dalla Comunità Montana “Vallo di Diano”, ci si può dedicare alla raccolta dei funghi ed in primavera alla raccolta degli asparagi selvatici. La Villa Comunale, con la sua piazza dedicata a Pertini e sede di mercato al martedì, offre a tutti un’oasi di tranquillità da dedicare alla lettura, al gioco, al tempo libero in genere. In paese, gli abitanti che, dopo l’Unità d’Italia e dopo la prima e la seconda guerra mondiale, non hanno seguito il miraggio dell’emigrazione europea ed extraeuropea, si dedicano ancora oggi all’agricoltura ( importante la produzione dell’olio d’oliva ) e all’allevamento del bestiame ( ovini, caprini, bovini ). In una monografia del Circondario di Sala Consilina del 1878, Domenico Tajuni ricorda che il Comune era sede di 10 mulini ad acqua, uno dei quali è stato recentemente restaurato ed aperto ai visitatori. Numerosi erano anche gli antichi “trappiti” ( frantoi ) per la produzione dell’olio, le cui ruote della macina venivano fatte girare da un asino bendato e quelli moderni anch’essi ormai chiusi. Sul luogo si producono formaggi pecorini ( ricotte e caci ) e bovini ( caciocavalli ). Da Monte San Giacomo è possibile effettuare, in tutti i mesi dell’anno, visite nei dintorni: Certosa di Padula, Grotte di Pertosa, Musei e chiese di Teggiano, Convento dei Cappuccini di Polla, Cerreta “Cognole” di Montesano. Il paese dista da Salerno 102 Km., è situato ad un’altezza di 666 m s/l m, ha un’estensione di 51,45 Km quadrati ed una popolazione dichiarata di 2474 abitanti. Il patrono, San Giacomo, si festeggia il 25 luglio e S.Anna il 26 luglio. Il ristorante “Rezzo” offre ai visitatori piatti della cucina tradizionale e locale dalle “patane e cicci” ( patate coi fagioli ) al capretto arrosto, ed i tre bar sono dotati di ogni comfort; non mancano negozi alimentari in grado di soddisfare ogni necessità. A Monte San Giacomo si arriva dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria ( uscita di Sala Consilina per chi proviene da Salerno, uscita di Padula per chi proviene da Reggio Calabria ) e dalla statale 19 dalla Calabria ( direzione Trinità di Sala Consilina-Silla di Sassano.

 

 


 

 

 

 

 

 


Fontana cinquecentesca

 

 

 

 


Gorgone scolpita sulla fontana

 

 

 

 


Biblioteca Marone

 

 

 

 


Chiesa di Sant'Antonio

 

 

 

 


Panoramica del Monte Cervati
(1898 m.s.m.)

 

 

 

 


Villa comunale durante il "mercato" del Martedì

 

 

 

 


San Giacomo Apostolo
venerato in
MONTE SAN GIACOMO

 

 

 

 


Chiesa di Sant'Anna

 

 

 

 


Sant'Anna
venerata in
MONTE SAN GIACOMO